Childrenswear, portavoce di messaggi e stili.

Di: Francesca Rossati

Childrenswear: una parola, un concetto, un contenuto imprescindibile.

Mentre il commercio per la moda uomo e donna è fermo e chi si occupa di vendere capi d’abbigliamento e/o accessori ha tirato giù le serrande al cliente, la moda bambini va avanti.

Ebbene sì, tutti i negozi che vendono articoli da bambina e bambino continuano a esercitare la propria attività.

Perché sì la necessita è varia per i genitori alle prese con i propri i figli un po’ più piccoli, ed è grande per i brand che se ne occupano.

Si tratta di un organo, un mondo alla pari con tutto ciò che riguarda il sistema moda mondiale.

È fondamentale il sostegno da parte dei brand capostipiti del fast fashion: Zara, H&M, Uniqlo e via discorrendo… Che fanno la differenza, proprio come la fanno per gli adulti.

Collezione Uniqlo, gender free

Anche i social network sono editoriali digitali per il childrenswear dove le mamme più o meno famose pubblicano gli outfit dei figli creando ispirazione per il resto del pubblico.

Collezione Celinununu, gender free

È un mondo in espansione, e vista la continua crescita è più facile per i brand riuscire a farsi spazio tra gli altri e provare ad affermarsi.

Abercrombie & fitch, gender free

Secondo un’analisi un fattore che ha reso più ricercate e volute le collezioni di moda per bambini è la tendenza del gender free, è importante non realizzare più vestiti fortemente connotati dal genere dei piccoli, ma fondamentale presentare collezioni trasversali, omogenee e neutre.

Questa nuovissima tendenza si dissocia da tutte le etichette e stereotipi di cui il mondo non ha bisogno.

John Lewis, gender free

È sbagliato definire il trend come una strategia di vendita senza scopo alcuno, si tratta di fare dei passi verso il futuro, o meglio, rendersi conto che alcuni argomenti non dovrebbero neanche essere motivo di discussione.

L’eliminazione degli stereotipi sessisti nella moda adulta finalmente avviene anche per i bambini.

È un cambio di prospettiva obbligatorio, tenendo conto della piccola età del suo cliente e la sensibilità di cui ha bisogno la sua crescita e affermazione nel mondo.

La tendenza gender free è una missione che ha raggiunto obiettivi e risultati da tempo.

Un modo di vestire che diventa modo di essere e un nuovo modo di pensare che si emancipa ancora una volta nel mondo della moda.

Che cos’è esattamente il gender free?

È un concetto che va oltre la parola unisex: il termine che durante gli anni ’60 si ispirava a dei capi che si distaccassero dalla classe operaia per catapultarsi nelle fashion week, componendo outfit condivisibili tra lei e lui.

John Lewis, gender free

Il termine Agender afferma l’assenza di genere, e elimina l’idea che l’abito appartenga all’uomo piuttosto che alla donna, abbandonando ogni tipo di discriminazione.

Abbattuti finalmente i preconcetti resta la libertà assoluta di scegliere il proprio stile e i propri capi in base al gusto.

Collezione zara

In quale modo la moda per i bambini si afferma in questi termini?

Le collezioni presentano colori vari, linee semplici, tagli minimali, ma soprattutto fantasie, molto apprezzate dai più piccoli, dalle illustrazioni molteplici e coloratissime.

Boboli, 90° edizione Pitti bimbo

Tagli adattabili a ogni tipo di preferenza, cuciture poco in vista, e comodità per tutti.

Boboli, 90° edizione Pitti bimbo

La maglieria rimane in primo piano e presenta intarsi dai mille gusti.

Oltre a dare importanza alla libertà del proprio essere senza ostacolarne il percorso con brillantini e mondi fatati per le bambine e illustrazioni di macchine e soldatini per i maschietti, normalizza l’idea (dalle radici) che non esistano “abiti da femmine” e “abiti da maschi”.

Boboli, 90° edizione Pitti bimbo

I brand scelgono comunque di dare spazio anche alle linee classiche bambina e bambino.

Il trend dei piccoli che assomigliano ai grandi, in termine di stile, viene confermato anche per il 2021.

Tuc tuc, 90° edizione Pitti bimbo

Il childrenswear strizza l’occhio alle tendenze adulte, dettagli utility, cappotti e linee rigorose.

Amaya, 90° edizione Pitti bimbo

Le fantasie sono tantissime e prevalgono spesso le stampe e gli all over di carattere adulto.

Il pied de poule, il tartan, il vichy, il tweed, lo scozzese, le righe e poi ancora i materiali: le lane cotte, i filati, la mano del velluto in coste e il teddy che ci piace tanto per i nostri capi spalla d’inverno.

Apartment, 90° edizione Pitti bimbo

Un’attenzione particolare anche ai materiali sostenibili e tessuti tecnici e innovativi.

Stella McCartney Kids

E poi le questioni sociali, di cui ne diventano portavoce anche i bambini, come la battaglia a favore degli animali.

Oppure i colori caldi e toni della natura che gridano “save the planet”: messaggio del movimento ecologista e d’ispirazione alla giovanissima Greta Thunberg.

Fendi kids

È tanta la personalità, uno stile libero che piace davvero a tutti.

Che siano di salvaguardia verso l’ambiente o verso l’importanza dell’espressione di sé ecco cosa comunica la moda per i piccoli: messaggi forti, da diffondere e portare agli adulti!

Baby Dior

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