Ecosostenibilità nella moda

di Stefania Ponchione

Ecologia, ecosostenibilità, ecomoda biodegradabilità.

Parole che sempre più spesso sentiamo da grandi aziende o da persone come Greta Thunberg ma che cosa significano?

Oramai la parola eco e bio sono entrate nel nostro quotidiano, sono parole che vanno di ‘moda’. Ma effettivamente la moda che relazione può avere con l’ambiente?

Chi utilizza o utilizzava materiali inquinanti? Che danneggiano l’ambiente e che magari non sono stati realizzati con materiali riciclati.

Probabilmente chi prima non prendeva queste precauzioni non lo sapremo mai. Ma a oggi quali sono le case di moda stanno in qualche modo stanno provvedendo a questo danno? Che misure stanno adottando?

Eccone alcune case di moda:

FERRAGAMO: l’obiettivo principale di Ferragamo è quello di ridurre del 42% le emissioni entro il 2029. Ma come? Cercando di prevenire i più dannosi effetti del cambiamento climatico a 1,5 gradi.

Ferragamo afferma: “Operare responsabilmente significa essere consapevoli dell’impatto della propria attività e di conseguenza lavorare per trovare soluzioni serie e innovative con l’obiettivo di ridurre la quantità della nostra impronta climatica rappresentando un impegno sfidante, che ci rende concreti e orgogliosi di aver intrapreso questa strada”.

LEVIS & CO: il primo brand che punta a una moda ecosostenibile. Questo brand parte dal presupposto che il capo deve resistere nel tempo pertanto deve essere fatto per durare, ovviamente andando a ridurre l’impatto ambientale, con la produzione di jeans Levis in cotone organico e demin riciclato. Il brand comunica che: “Il nuovo processo di progettazione utilizza un colorante specifico per l’abbigliamento che permette di ridurre allo stesso tempo sia il consumo d’acqua che quello di energia grazie a tinture a freddo per i top, e inoltre dei coloranti reattivi che non prevedono l’utilizzo di sale per i pantaloni e le giacche”.

TOMMY HILFIGER: Dal 2021 la maison statunitense lancia un progetto molto ambizioso: riutilizzare i capi usati, con un beneficio sia per i clienti – che in cambio potranno avere voucher e buoni sconto – sia per il brand: che potrà sistemarli, aggiustarli, oppure rimixarli con pezzi nuovi in edizione limitata e rivenderli esclusivamente su tommyforlife.com. La strategia si compone in tre parti: Tommy for Life: Reloved: capi usati forniti dai clienti finali, Refreshed: articoli provenienti dai negozi, pezzi difettosi o resi dell’e-commerce e Remixed: prodotti che non possono essere aggiustati, che vengono rigenerati e trasformati in qualcosa di nuovo, oppure riciclati infilati e successivamente riutilizzati.

STELLA MC-CARTNEY: in una conferenza stampa su Zoom, la figlia di Paul McCartney, ha presentato il suo Manifesto dalla A alla Z, ogni lettera corrisponde a una lista di intenti futuri sulla sostenibilità, su chi speriamo di essere: “come possiamo ridurre ciò che produciamo? Come possiamo fare di più con meno? Come possiamo arrivare a zero rifiuti? Andando avanti nelle nostre prossime collezioni, c’impegneremo per ridurre ulteriormente i nostri rifiuti e l’utilizzo di materie prime. Continueremo a mettere in discussione il nostro approccio e alla ricerca di soluzioni vegane migliori per creare una moda sostenibile senza rinunciare al lusso” ha piegato Stella.

Questa stilista che già dal 2001 aveva rinunciato alla pelle animale e dal 2008 ha adottato il cotone organico.

VERSACE: già da qualche anno Donatella ha affermato: l’abolizione delle pellicce animali per fare moda. A oggi la maison ha ampliato la sua sostenibilità: sono state analizzate oltre 350 sostanze chimiche, sia per le materie prime che per la produzione dei prodotti finiti: l’abbigliamento, calzature e accessori.

GUCCI: recentemente anche Gucci ha aderito all’iniziativa di ecosostenibilità, con un progetto entro il 2025, su base 2015. Eccone alcuni punti: ridurre le loro emissioni di gas serra del 50% per trasporto e distribuzione, voli aziendali, emissioni di carburante ed energia. Raggiungere il 100% di tracciabilità per le nostre materie prime e allinearsi al 100% con gli Standard Kering per le Materie Prime e i Processi Produttivi. Approvvigionarsi al 100% di energia rinnovabile. E infine sviluppare approcci innovativi per l’approvvigionamento sostenibile, le materie prime e i processi.

Altre maison stanno procedendo nella stessa direzione come: Armani, Valentino, Prada, Fendi e molti altri.

Tutti ottimi presupposti, chissà se resteranno fedeli a queste parole, come si dice la strada delle buone intenzioni è lastricata di cattive intenzioni.

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